Il Progetto ECCENTRIC e la Blue Economy nell’Adriatico

progetto Eccentric

Il progetto ECCENTRIC (“Enhancing circularity in the Adriatic area supporting innovation and growth of the blue-economy emerging sectors”) è stato sviluppato e cofinanziato nell’ambito del Programma Interreg Italia–Croazia 2021–2027. L’obiettivo centrale del progetto è potenziare la circularità nell’area adriatica, stimolando l’innovazione e la crescita dei settori emergenti della blue economy. ECCENTRIC pone come focus il dialogo tra i settori emergenti e, in particolare, si concentra sui tre pilastri strategici delle energie marine rinnovabili, della sorveglianza marittima e delle infrastrutture. 

L’azione di ECCENTRIC si sviluppa in area adriatica attraverso la collaborazione di otto partner. Il partenariato transfrontaliero è guidato da T2I – Technology Transfer and Innovation come soggetto capofila e coinvolge altri quattro partner italiani: MAREFVG – Maritime Technology Cluster FVG, UNIBO – Alma Mater Studiorum, IMAST – Italian technological district for the engineering of polymeric and composite materials and structures e CNA Abruzzo – National Confederation of the craft sector and SMEs Abruzzo. A questi si affiancano tre partner croati: MARINN – Maritime Innovation Cluster, HAMAG BICRO e HGK – Croatian Chamber of Economy. Il progetto si colloca all’interno dell’obiettivo specifico di “sviluppare e rafforzare le capacità di ricerca e di innovazione e l’introduzione di tecnologie avanzate”. 

Grazie alle azioni promosse dal progetto Interreg, si auspica che i tre settori emergenti (energie rinnovabili marine, sorveglianza e sicurezza marittima, infrastrutture) possano beneficiare di una facilitazione interlocutoria da parte degli enti di ricerca e degli intermediari pubblici e privati. Attraverso questo dialogo e la collaborazione di numerosi soggetti, sarà possibile rafforzare la sostenibilità della blue economy, incoraggiando l’interazione transdisciplinare e favorendo la trasformazione delle Piccole e Medie Imprese verso la transizione verde e digitale. Per conseguire gli obiettivi stabiliti dai dettami del Green Deal europeo, il progetto prevede azioni pratiche definite attraverso attività di ricerca e innovazione che possano essere concretamente declinate nella promozione di una blue-economy sostenibile. 

Progetto Eccentric

Di questa sfida e delle opportunità connesse si è discusso apertamente il 10 dicembre, presso la sala conferenze dell’Acquedotto Pugliese a Bari, in occasione dell’evento “ECCENTRIC Blue Opportunity Local Infoday”. L’incontro è stato organizzato dal partner italiano IMAST e ha visto la partecipazione, su invito degli organizzatori, anche del gruppo BioPhilia. 

Progetto Eccentric
Gianni Palumbo durante l’incontro ECCENTRIC Blue Opportunity Local Infoday del 10 novembre a Bari

Dalla ricerca all’innovazione per le energie rinnovabili 

In occasione dell’evento, il gruppo BioPhilia ha delineato le proprie peculiarità aziendali, focalizzando l’attenzione sulle attività di ricerca applicata e sui servizi specialistici offerti al settore delle energie rinnovabili. 

Il core business di BioPhilia è intrinsecamente legato ai monitoraggi faunistici, che spaziano su orizzonti temporali di breve, medio e lungo termine. Questa attività costante e rigorosa è fondamentale per valutare e mitigare l’impatto ambientale dei progetti di sviluppo energetico. 

Esigenze tecnologiche e ambiti di innovazione 

La costante azione di monitoraggio ambientale, che abbraccia la matrice biodiversità (flora, fauna, ecosistemi, ecologia del paesaggio), ha fatto emergere specifiche necessità tecnologiche. Queste esigenze si concentrano sull’implementazione di soluzioni avanzate nell’ambito di: 

  1. Landscape Ecology (Ecologia del Paesaggio): strumenti per l’analisi spaziale e la modellizzazione degli habitat. 
  2. Citizen Science: piattaforme e applicativi per l’integrazione dei dati raccolti dalla comunità. 
  3. Ripristino ambientale: tecnologie a supporto delle metodologie di recupero ecologico. 

Le aree di innovazione identificate sono cruciali per elevare la qualità e l’efficacia degli esiti dei monitoraggi, in particolare per: 

  • Impianti Agrivoltaici: valutazione dell’interazione tra produzione energetica, agricoltura e conservazione della fauna/flora. 
  • Impianti Eolici on-shore e off-shore: sviluppo di metodologie per il tracciamento e la mitigazione degli impatti sull’avifauna e i cetacei. 
  • Sistemi di trasporto e viabilità: monitoraggio e miglioramento degli impatti ecologici indotti dalle infrastrutture lineari. 

Un elemento di significativa innovazione è lo sviluppo e l’integrazione di modelli di deep-learning per l’identificazione automatizzata di specie vegetali e animali. L’obiettivo è l’utilizzo di algoritmi di riconoscimento di immagini per l’analisi di grandi set di dati, replicando il successo già ottenuto nell’identificazione e nel tracciamento dei cetacei in ambienti marini. 

Sfide tecnologiche prioritarie per il monitoraggio della biodiversità 

BioPhilia ha evidenziato tre principali sfide tecnologiche da affrontare per ottimizzare l’efficienza e la risoluzione spazio-temporale del monitoraggio ecologico: 

1. Droni equipaggiati con sensori avanzati 

È stata sottolineata la necessità di potenziare l’utilizzo di droni (UAV) equipaggiati con telecamere multispettrali e termiche. Questi strumenti consentono una raccolta dati ad alta risoluzione, essenziale per il monitoraggio dettagliato della flora (es. mappatura dello stato di salute vegetazionale) e della fauna (es. rilevamento notturno e in aree inaccessibili). 

2. Rete di sensori intelligenti per la sorveglianza continua 

Un’altra priorità è lo sviluppo di una rete di sensori intelligenti a basso consumo. Questi dispositivi, alimentati da pannelli fotovoltaici e dotati di acceleratori hardware on-board per l’elaborazione locale dei dati, sono progettati per consentire una sorveglianza faunistica continua in aree critiche, riducendo la necessità di intervento umano e ottimizzando l’autonomia energetica. 

3. Sistemi integrati di AI per l’avifauna a potenziale impatto con impianti di produzione energetica da fonte eolica. 

Infine, è stato posto l’accento sullo sviluppo di sistemi di telecamere ad alta performance integrate con software di Intelligenza Artificiale (AI). Tali sistemi sono cruciali per il monitoraggio di lungo corso dell’avifauna in prossimità degli impianti eolici, sia on-shore che off-shore. L’AI permette l’identificazione, il tracciamento e la classificazione automatica delle rotte di volo, fornendo dati quantitativi indispensabili per la valutazione degli impatti e l’implementazione di misure di mitigazione efficaci. 

Autori

  • Gianni Palumbo

    Componente del Centro Indipendente Studi Alta valle del Volturno e della Società Italiana per la Storia della Fauna “G. Altobello”.
    Presidente dell’Associazione culturale “Giuseppe Camillo Giordano”.
    Team Leader di BioPhilia Group che presiede dal 2009.

    Declina l’impegno socio-culturale promuovendo iniziative a favore di archivi e biblioteche pubbliche e private.
    È stato Ispettore archivistico onorario per il Ministero dei Beni Culturali dal 2016 al 2020.

    Collabora con Radio3 RAI scrivendo sceneggiature per la trasmissione radiofonica Wikiradio.

    Collabora, inoltre, con diverse testate giornalistiche ed è autore di libri e articoli su riviste scientifiche e divulgative.
    Tra gli altri, ha pubblicato i libri Il Grillaio - Altrimedia Edizioni, 1997; La vicenda di Giuseppe Camillo Giordano - Adda Edizioni, 2014; Tracce di Luce - Edizioni CISAV, 2013 e i fumetti da collezione San Francesco d’Assisi e Frammenti d’Erbario - Altrimedia Edizioni, 2016, 2017.

    Da circa dieci anni si interessa di letteratura e saggistica dei naufragi; ha condotto ricerche in tutta Europa sul naufragio del piroscafo Utopia, pubblicando articoli per quotidiani e riviste scientifiche e
    divulgative.
    Recentemente ha pubblicato il libro L’Utopia tra le nebbie della memoria. Appunti di un naufragio - Marotta&Cafiero editori, Napoli 2024.

  • Michele Bux

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