
Nel 1882 il naturalista Camille Viguier ipotizzò che il campo magnetico terrestre potesse indurre minuscole correnti elettriche nel fluido dell’orecchio interno dei piccioni, guidandone l’orientamento. Quell’intuizione, rivoluzionaria per l’epoca, ha ispirato secoli di ricerche su uno dei fenomeni più affascinanti e ancora enigmatici della biologia: la magnetorecezione.
Il piccione viaggiatore (Columba livia) è in grado di ritornare al nido con precisione anche su lunghe distanze, come se disponesse di un sistema di navigazione interno. Per decenni si è pensato che questa capacità dipendesse da cristalli di magnetite nel becco o da neuroni magnetosensibili, ma nessuna ipotesi ha mai trovato una conferma definitiva. Solo recentemente, uno studio pubblicato su Science ha proposto un nuovo modello: l’input elettromagnetico percepito dai canali semicircolari dell’orecchio interno attiverebbe, per induzione, un circuito neurale tramite microcorrenti che inviano segnali al cervello.
Una ricerca di eccellenza sulle regioni celebrali per l’orientamento spaziale degli uccelli
I ricercatori hanno analizzato l’attività genica di 27 esemplari di piccioni esaminati, esposti a campi magnetici variabili, identificando cellule dotate di canali ionici sensibili alla tensione elettrica indotta dal magnetismo terrestre. Queste cellule, simili a quelle che permettono a squali e razze di percepire campi elettrici, attivano il nucleo vestibolare, area del tronco encefalico che riceve informazioni dall’orecchio interno. I segnali vengono poi trasmessi alla parte del cervello degli uccelli che integra le informazioni sensoriali, chiamata mesopallio, e all’ippocampo, ulteriore regione celebrale funzionale all’orientamento spaziale per i movimenti in volo, entrambe, quindi regioni chiave per l’orientamento spaziale.
Lo studio ha inoltre rivelato due tipologie di cellule ciliate nei canali semicircolari, una delle quali con una maggiore densità di canali ionici sensibili al voltaggio. Questa differenza potrebbe permettere al cervello dei piccioni di distinguere i segnali derivanti dal movimento della testa da quelli indotti dal campo magnetico.
Nonostante i progressi, la magnetorecezione rimane un fenomeno complesso e non del tutto compreso. Gli esperti sottolineano la necessità di ulteriori esperimenti comportamentali per confermare il ruolo di questi meccanismi durante il volo. La ricerca rappresenta un passo avanti significativo, ma invita alla cautela: la capacità di orientarsi dei piccioni potrebbe dipendere dall’integrazione di più sistemi sensoriali, ancora da decifrare. Un mondo, quello dei piccioni viaggiatori, antico e affascinante e ancora in piena fase di indagine.
Bibliografia
Nordmann GC, Balay SD, Kapuruge TN, Numi M, Leeb C, Nimpf S, Malkemper EP, Landler L, Keays DA. A global screen for magnetically induced neuronal activity in the pigeon brain. Science. 2025 Nov 20:eaea6425. doi: 10.1126/science.aea6425. Epub ahead of print. PMID: 41264677.
